Calvina rinnova la partnership con Jako

La Sala dell’Orologio del Comune di Desenzano ha ospitato stasera l’incontro ufficiale tra Calvina e Jako per la presentazione dell’abbigliamento sportivo di prima squadra e juniores per la stagione 2019-2020. La conferenza ha avuto una triplice funzione: togliere il velo alla linea di maglie ufficiali della Calvina, rinnovare la partnership con lo sponsor tecnico tedesco Jako ed accogliere nella famiglia biancoazzurra la realtà desenzanese, contesto centrale della visione di progettualità sportiva e sociale della società presieduta da Roberto Marai.

Il celeste della prima divisa calvisanese e dei banner Jako campeggia in una stanza istituzionale ma accogliente, ed accompagna dal principio alla fine una conferenza nella quale spiccano le parole degli attori principali di questo momento di condivisione. Un momento che si pone come pietra angolare sulla quale costruire non solo la stagione in corso, ma tutto il cammino di crescita che nel medio periodo la presidenza vuole percorrere. Ad indossare le cinque divise ufficiali che caratterizzeranno l’annata calcistica (prima, seconda e terza maglia, più le due riservate ai portieri) sono cinque giocatori rappresentativi del concetto con il quale la rosa è stata composta: la continuità con il recente passato (Garletti), la “brescianità” (Broli), la gioventù (Alborghetti), il talento e l’esperienza (Bracaletti) ed il carattere (capitan Sorbo). C’è poi un ulteriore elemento, l’ambizione e la professionalità, e per quello bisogna andare dal trio Marai-Tosoni-Olli, a cui va aggiunto Jako, rappresentato per l’Italia da Mauro Redaelli.

Responsabile per il mercato italiano di un’azienda che al momento veste squadre di prima fascia come Bayer Leverkusen e Stoccarda, Mauro Redaelli ha spiegato così il motivo per cui Jako e Calvina hanno iniziato il loro secondo anno di collaborazione: «L’azienda è convinta di aver fatto la scelta giusta sposando il progetto Calvina e riconosce in Desenzano una piazza importante dove fare calcio e portare il proprio brand. Jako festeggia quest’anno il suo trentesimo anniversario, trent’anni nei quali ha vestito tutti gli sport, portando la qualità tedesca nel mondo ed estendendosi dagli Stati Uniti alla Cina. In Italia siamo arrivati solo l’anno scorso e Calvina è stata una delle prime società ad instaurare con noi una partnership, anche grazie al service garantito da Let’s Go Brescia e dal suo referente, Beppe Bugatti. La scelta di queste maglie non è stata casuale, sappiamo benissimo che la Serie D rappresenta una vetrina sia per noi che per Calvina».

Una vetrina che poggia le sue basi a Calvisano, paese d’origine e d’appartenenza della squadra, e che quest’anno si mostra a Desenzano, all’interno dell’impianto sportivo comunale “Tre Stelle-Francesco Ghizzi”, che ospiterà tutte le partite casalinghe del campionato biancoazzurro. L’amministrazione comunale desenzanese, nelle persone di Francesca Cerini (Assessore allo Sport) e Giovanni Maiolo (Assessore ai Lavori Pubblici) accolgono così i nuovi ospiti: «Per noi è un’opportunità – spiega la Cerini – perché una squadra di categoria così importante a Desenzano non c’era. Il prestigio che porta la Calvina sarà utile per far vivere ai concittadini il nostro stadio». «Da responsabile degli impianti sportivi – aggiunge Maiolo – garantisco che il Comune stanzierà risorse adeguate per il mantenimento dello stadio, perché si possa vivere al meglio l’esperienza della partita domenicale. Il “Tre Stelle” ha portato fortuna a molte squadre in passato, speriamo possa fare lo stesso con la Calvina».

Tra Jako e Desenzano si inserisce perfettamente il terzo attore, quello centrale, la Calvina appunto. Le parole del presidente Roberto Marai raccontano il legame che è nato tra i tre: «Eravamo alla ricerca di un luogo dove iniziare il nostro nuovo percorso, l’abbiamo trovato a Desenzano. L’inizio di questo campionato non ci ha premiati nei risultati, ma la prestazione di lunedì a Crema ha dato la scossa al di là dell’immeritata sconfitta, sono convinto che la partita della svolta è stata quella. Siamo contentissimi di Jako, di come lavora, della qualità dei suoi prodotti, per questo motivo è stato naturale confermare la scelta che aveva preso un anno fa la gestione precedente. Arrivare a Desenzano è importante anche per poter stringere nuove sinergie con le realtà locali. La mia utopia sarebbe riunire tutta la zona del Basso Garda in un’unica squadra, per poter convogliare gli sforzi ed avere il bacino ideale per raggiungere alti livelli; la realtà ci dice altro, ma già il fatto di collegare Calvisano a Desenzano per noi è molto importante, un primo passo per arrivare a rappresentare un territorio sempre più vasto».

A chiudere il cerchio degli interventi due figure operative della dirigenza calvisanese, il direttore generale Stefano Tosoni ed il direttore sportivo Eugenio Olli. «Siamo venuti in queste sedi istituzionali – specifica Tosoni – perché io e l’amministratore delegato Luca Ariano volevamo dare un segnale concreto che facesse capire che sì, siamo di Calvisano, quello è il nostro inizio e il nostro centro, tanto che lì abbiamo presentato ufficialmente la nostra stagione, ma ora siamo anche a Desenzano. L’avventura con Jako è nata l’anno scorso come esperimento: nessuno li conosceva. La scommessa è stata vinta, naturale continuare insieme. Fa piacere constatare che altre società bresciane hanno seguito il nostro esempio e si sono vestite con Jako, siamo felici di aver fatto da apripista».

Il diesse Olli chiude la serata aggiungendo la nota sportiva ai discorsi precedentemente trattati: «Ci rendiamo conto che le tre sconfitte con le quali abbiamo aperto la stagione abbiano lasciato una certa delusione, ma vanno pesate, anche in riferimento al nostro progetto, che ha un respiro che si allunga al medio periodo. Ristrutturare, anzi, rifondare una società richiede tempo, non è il momento di guardare i risultati, che comunque sono importanti. Io e la società siamo sereni perché sappiamo di avere dei valori, ora sta a noi lavorare per svilupparli. Credo poco ai fuochi d’artificio, che si spengono presto e dietro di sé non lasciano nulla. Il nostro obiettivo è porre invece basi solide, per poi costruire».