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21 giugno 2019-21 giugno 2020: un anno di presidenza Marai

Il 21 giugno 2019, dal salotto salodiano del Gentlemen Culture Club, iniziava ufficialmente l’avventura della nuova proprietà della Calvina, guidata dall’imprenditore Roberto Marai, che prendeva il testimone dalla famiglia Vaia per dare un nuovo volto e nuove ambizioni alla realtà calvisanese. Contemporaneamente si toglieva il velo al nuovo logo del club. Una trasformazione negli uomini e nell’immagine, che nel giro di pochi mesi avrebbe dato nuova linfa al progetto Calvina. Oggi, a distanza di un anno esatto, ci troviamo nuovamente al centro di un cambiamento, di un secondo step di crescita mosso seguendo quella stessa visione che già dodici mesi fa il presidente aveva rivelato.

A riprendere le dichiarazioni di quel giorno, infatti, si leggono i concetti poi messi in pratica nel breve arco di tempo di una stagione. A partire dagli intenti sportivi, quelli più visibili dall’esterno: «L’obiettivo di quest’anno – diceva Marai – sarà creare un team forte ed organizzato, pronto ad affrontare questa avventura nel modo più professionale possibile. Dal punto di vista sportivo puntiamo ad un campionato tranquillo, che ci possa portare ad una salvezza serena; il sogno è di avvicinarci il più possibile alla zona play off». Così è stato, grazie ad una risalita impetuosa sospinta dalla leadership di mister Michele Florindo e sostenuta dagli investimenti sul mercato della stessa proprietà. Il quarto posto finale, ottenuto in un campionato interrotto dal virus, è un risultato solido dal quale ripartire e sul quale costruire le convinzioni di domani.

Ma allargando il quadro anche le mosse strategiche sul territorio, sulla ricerca di nuovi partner, sull’elezione di Desenzano come bacino di riferimento del progetto, erano stati anticipati dalla prima uscita pubblica di Marai da presidente della Calvina: «È il nostro primo anno, dovremo prendere le misure con questo ambiente e, prima di tutto, dovremo accasarci: giocheremo a Desenzano, abbiamo trovato un’amministrazione comunale entusiasta della prospettiva; ciò è fondamentale per noi, perché vogliamo legarci al mondo sportivo desenzanese, cercando di creare sinergie sul territorio per poi rendere futuribile il progetto di accrescere la partecipazione e l’ambizione di questa neonata compagine. Pensiamo che lavorando nel modo giusto potremo avere la possibilità di portare il calcio a Desenzano ad un livello superiore, che non ha mai avuto ma che gli spetterebbe per il prestigio della piazza. Il tutto tenendo vivo il rapporto ed il legame con Calvisano, che rimane la nostra casa ed il nostro luogo d’origine».

Il Roberto Marai di oggi guarda avanti con fiducia nonostante crisi economiche e preoccupazioni, conoscendo la strada percorsa fino a questo punto: «Un anno che è volato, un anno denso di emozioni contrastanti: l’entusiasmo e l’esaltazione per la rincorsa salvezza concretizzata all’ultima giornata della scorsa stagione, che mi vedeva già partecipe, seppur dietro le quinte, del progetto Calvina; la presa della titolarità della società e la voglia di far bene, che si sono però scontrate con una partenza traumatica dal punto di vista dei risultati; la grande cavalcata con la quale abbiamo risalito la classifica e poi il nuovo stop, dettato stavolta dall’emergenza sanitaria per il coronavirus. In questo anno ho imparato molte cose del calcio che da fuori non potevo conoscere, incontrato molte persone. Abbiamo creato una squadra di giocatori e di uomini, che ha saputo dare risposte eccezionali proprio nei momenti più difficili. Un anno assolutamente positivo».

«Da poche settimane abbiamo intrapreso un nuovo percorso – continua l’imprenditore salodiano –, le mie responsabilità cresceranno ulteriormente, sarò presidente anche dei ragazzi del settore giovanile. Sarà più difficile, ma più stimolante. Punteremo molto sul settore marketing per trovare sostegno sul territorio, ma la situazione non è semplice. Veniamo da mesi di ingiustificato immobilismo, il Governo ha preso decisioni inspiegabili, non legate alla salute, mettendo in cassa integrazione la gente al posto che farla lavorare, bloccando alcune realtà e tenendone aperte altre. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, lo dice la Costituzione, bisognava trovare il modo di tornare alle nostre attività, invece sono passati interi mesi senza produrre indotto, soffocando i mercati ed incrementando il già preoccupante debito pubblico. Ad ogni modo la nostra volontà è quella di alzare l’asticella. Sarà difficile confermare tutti i protagonisti dello scorso anno, so che stanno arrivando offerte fuori mercato ai nostri calciatori, ma spero che i ragazzi abbiano inteso che questa è una società seria, che i contratti e la parola li rispetta. Comunque vada, sarò grato ad ognuno di loro per la strada condivisa in questi dodici mesi».

Chiarezza, ambizione, trasparenza, progettualità, strategia. La Calvina in questi giorni sta definendo l’ingresso di soci dello Sporting Desenzano per aumentare lo spessore, le dimensioni e le potenzialità della società. Dopo aver spento la prima candelina siamo già di nuovo con le maniche rimboccate, ansiosi di rimetterci al lavoro. Il secondo anno è già iniziato.

Comunicato ufficiale: accordo tra Calvina e Sporting Desenzano

L’A.C. Calvina Sport 1946 comunica di aver raggiunto un accordo con l’F.C. Sporting Desenzano per l’ingresso in società di nuovi soci in quota capitale. Quello che si prospetta all’orizzonte è uno scenario nuovo dato dall’incontro tra le due realtà dilettantistiche provinciali. L’accordo prevede una riformulazione dell’assetto societario in essere, con la composizione di un nuovo consiglio di amministrazione, la scelta di un nuovo nome di riferimento e lo spostamento della sede sociale.

Dopo settimane di dialogo, Calvina e Sporting Desenzano hanno trovato la direzione ideale per cominciare un nuovo cammino congiunto. Si parla ancora di un accordo sulla parola, l’iter burocratico è partito, i professionisti sono al lavoro, ma l’ufficialità del buon esito delle procedure arriverà solo a firme presentate di fronte al notaio. Il processo richiederà ancora alcune settimane, dunque, ma l’intesa tra le parti è totale. L’organigramma amministrativo, tra conferme e novità, sarà così formato: Roberto Marai presidente, Rudy Zucca (imprenditore dell’azienda Security Trust e rappresentante dei soci di sponda Desenzano) vice presidente, Luca Ariano amministratore delegato; Luigi Borno (DIA – Gruppo Agroalimentare), fam. Loda nelle persone di Alessandro e Andrea (Loda Group) e Stefano Medioli gli altri tre soci desenzanesi; Stefano Tosoni direttore generale, Eugenio Olli direttore sportivo, Matteo Alberti direttore del settore giovanile.

La ragione sociale di questa nuova partnership verrà comunicata a tempo debito, nel nome del progetto saranno tuttavia presenti entrambi gli appellativi di riferimento, Calvina e Desenzano. La sede societaria sarà spostata da Calvisano a Desenzano. La prima squadra, che verrà iscritta alla Serie D per i meriti sportivi riconosciuti alla Calvina, proseguirà il cammino intrapreso lo scorso anno con mister Michele Florindo; allo stesso modo lo Sporting Desenzano convoglierà il suo stimato settore giovanile (dalla scuola calcio agli allievi) all’interno della nuova realtà. La juniores, che disputerà il campionato nazionale, sarà assemblata unendo le due selezioni ad oggi esistenti. Per quanto riguarda l’Azzurra Calvina, essa proseguirà il suo percorso giovanile nelle stesse strutture calvisanesi (stadio di via San Michele), rinnovando la collaborazione portata avanti nelle ultime stagioni con l’A.C. Ghedi 1978.

Desenzano del Garda sarà il bacino di riferimento di tutte le attività della neonata sinergia. Nelle prossime settimane verrà intavolato un dialogo con il terzo partner in causa, il Comune di Desenzano, per la definizione delle strutture sportive di cui usufruire, dialogo che coinvolgerà anche la Polisportiva che gestisce gli impianti locali. Verrà presentata richiesta di poter destinare allenamenti prima squadra e attività juniores e settore giovanile presso il centro sportivo “Graziano Maraviglio” di via Durighello a Rivoltella, mentre per le partite ufficiali della prima squadra la volontà è quella di tornare a calpestare l’erba del “Tre Stelle-Francesco Ghizzi” di via Michelangelo a Desenzano del Garda. Per ulteriori dettagli riguardo l’accordo sancito tra le due società si dovranno attendere i documenti notarili che ne definiranno l’ufficialità.

Di seguito le parole di presidente e vice presidente in pectore, rispettivamente Roberto Marai e Rudy Zucca.

ROBERTO MARAI
«Coinvolgere la città di Desenzano e portare lì la nostra attività era un progetto che avevo in mente fin dal mio approdo alla Calvina, e del quale non ho mai fatto segreto. Questa nuova entità diventerà un impegno personale ancora più imponente. Negli ultimi mesi abbiamo trovato progetti comuni con le persone che supportavano lo Sporting Desenzano, con loro abbiamo maturato un accordo collaborativo e finanziario che si esprime in questa nuova composizione societaria. Le realtà partecipanti, Calvina e Sporting Desenzano, verranno entrambe rappresentate nel consiglio di amministrazione. Per la prima volta la piazza di Desenzano avrà una squadra in Serie D, nella categoria più alta dei dilettanti, alle porte del professionismo. D’altra parte proseguiremo il gran lavoro che lo Sporting ha fatto nel recente passato nel suo settore giovanile, implementandolo. Con questo accordo diventiamo la terza realtà calcistica bresciana dietro a Brescia Calcio e Feralpisalò. Il progetto è molto ambizioso: se la passata stagione doveva essere di consolidamento, nella prossima vogliamo essere protagonisti, anche se in tempi di coronavirus le risorse sono naturalmente ridimensionate. La nostra ricerca di partner sul territorio non è tuttavia conclusa, cercheremo di coinvolgere realtà locali e stipulare nuovi contratti di sponsorizzazione, per allargare le possibilità di questa società».

RUDY ZUCCA
«Il mio arrivo a Desenzano risale a quattro anni fa, quando affiancai Antonio Modena alla Desenzanese; dopo due stagioni la fusione con il settore calcio della Polisportiva Pro Desenzano, dalla quale nacque lo Sporting Desenzano. Da allora – assieme a Borno, i Loda, Medioli ed Alessandro Righetti – ci siamo tolti diverse soddisfazioni, con il fiore all’occhiello di un settore giovanile di qualità, capace di coinvolgere più di 300 tesserati tra bambini e ragazzi. La nostra attenzione verso i giovani proseguirà su questa nuova strada intrapresa, con la possibilità di portare per la prima volta una Serie D a Desenzano. Ad attirare l’attenzione della Calvina credo sia stata proprio la bontà di quanto costruito in questi anni, noi siamo molto felici di questa grande possibilità che ci si è presentata, ovvero quella di dare un’ancora più profonda impronta sportiva alla comunità di Desenzano, dentro un Comune di circa 30.000 abitanti, tra i più estesi e popolosi della provincia. L’amministrazione comunale continuerà ad avere un ruolo centrale per la buona riuscita del progetto. Chiudo ringraziando Alessandro Righetti: non parteciperà a questa nuova avventura, ma è stato fondamentale per la recente crescita dello Sporting Desenzano e un elemento totalmente collaborativo in questi mesi di dialogo con la Calvina».

Comunicato ufficiale: Florindo confermato alla guida della prima squadra

Mercoledì 20 maggio scorso la Federazione ufficializzava la sospensione definitiva dei campionati dilettantistici nazionali; il giorno seguente il presidente Marai, il direttore generale Tosoni e il direttore sportivo Olli si incontravano con l’allenatore Florindo per discutere della volontà di continuare il percorso congiunti; oggi l’accordo è divenuto ufficiale ed esecutivo: Michele Florindo ha messo la propria firma sul rinnovo contrattuale proposto dalla dirigenza dell’A.C. Calvina Sport 1946, il documento che lo rilancia alla guida della prima squadra nella prospettiva della stagione sportiva 2020/2021.

Una prospettiva che ad oggi è ancora sostanzialmente offuscata dall’emergenza coronavirus e dalle decisioni che la LND ha ancora da prendere. Nonostante le incertezze della navigazione, il direttivo biancoazzurro ha deciso di dare un segnale importante di presenza e serietà programmatica rinnovando la fiducia al proprio timoniere, che a sua volta ha ricambiato il gesto, affidandosi alle mani dell’organizzazione calvisanese per un anno altro ancora. L’ambizione è quella di poter dare continuità ad un momento magico che è iniziato il giorno del suo insediamento, il 7 ottobre 2019, e si è interrotto proprio nel momento di massima visibilità, arrivato con la vittoria a Correggio della 25a giornata di campionato, quella che aveva innalzato la Calvina al terzo posto ex aequo in graduatoria. I numeri messi in fila nei 5 mesi di lavoro sono stati impareggiabili: 41 punti in 19 partite, decisamente il miglior parziale interno del girone D. Ma oltre ai risultati del campo, tra i quali la valorizzazione di giovani come Gian Marco Sellitto (che stava costruendo minuto per minuto il record d’imbattibilità di categoria), c’è stato tutto il resto, ed è dall’unione delle diverse dimensioni di questo rapporto che società ed allenatore hanno deciso di dare seguito alla propria partnership.

Queste le dichiarazioni di mister, presidente e diesse a poche ore dalla stipulazione del nuovo contratto:

MICHELE FLORINDO – Allenatore
«Sono molto felice di aver prolungato la mia permanenza in una società che, prima di tutto, ha dimostrato di essere una famiglia. Ci sono persone di altissimo livello in tutti i ruoli importanti, sono come dei top player. Qui mi sono sempre sentito apprezzato, mi hanno fatto sempre sentire importante, stare bene è fondamentale per poter rendere al meglio. Sono un allenatore fortunato. Il rapporto non si è interrotto in questi mesi di lockdown, siamo sempre rimasti in contatto, pronti a regire qualsiasi fosse stata la decisione della Federazione, se riprendere o sospendere. Avuta la certezza dello stop ai campionati la società ha dato un segnale forte: hanno sempre dimostrato di avere le idee chiare ed organizzarsi prima degli altri penso sia un vantaggio. Non so come sarà quando torneremo in campo, immagino che nel primo periodo ci si dovrà giustamente attenere a comportamenti influenzati dall’emergenza sanitaria, ma spero che il prima possibile si torni a vivere il calcio insieme, quello fatto di abbracci in campo, di tifo sugli spalti, di vita di spogliatoio. Il ritorno alla normalità ci permetterà di riappropriarci dell’essenza di questo sport. Quello che abbiamo fatto nella passata stagione è stato eccezionale ma il bello del calcio è anche il fatto che ti permetta di rifarti; sono consapevole che non sia scontato che ripartiremo da lì, dai risultati ottenuti, dall’entusiasmo delle vittorie, anzi, si dovrà ricominciare daccapo, tutti a quota zero, senza vantaggi o ritardi, servirà tornare a mangiare il campo e ricostruire le motivazioni che ci avevano permesso di rimontare. Per me questa è una grande sfida, mi dà grandi stimoli».

ROBERTO MARAI – Presidente
«Il motivo per cui abbiamo proposto il rinnovo è lì da vedere, i risultati hanno parlato per lui, lui è l’artefice principale del bellissimo campionato che stavamo conducendo, senza nulla togliere agli altri interpreti, perché senza unità d’intenti, andata affinandosi di settimana in settimana, nulla di questo sarebbe stato possibile. Il suo arrivo ha cambiato le cose, c’è stata la sferzata di cui avevamo bisogno, poi gli interventi del mercato invernale sono serviti a dare maggior tranquillità e aumentare le possibilità di raggiungimento dell’obiettivo salvezza, che comunque a fine andata non era ancora scontato. Michele è entrato in ogni decisione presa, è una persona molto pratica, affidabile e partecipe e riesce sempre a mantenere un atteggiamento positivo, cosa importantissima. Naturale per noi ripartire da lui, con lui. Una scelta condivisa da tutti i membri del direttivo: io, l’amministratore delegato Luca Ariano, il direttore generale Stefano Tosoni e quello sportivo Eugenio Olli. Con questi ultimi tre e il mister ci siamo incontrati giovedì scorso, abbiamo trascorso insieme un lungo pomeriggio, condiviso tante considerazioni, fino ad arrivare ad un accordo che ha lasciato soddisfatte tutte le parti. La nostra volontà è quella di costruire attorno a Florindo una squadra di grande livello che possa fare un ottimo campionato, ma parlare adesso è prematuro perché non conosciamo come e quando ripartiremo, quanti sponsor ci sosterranno, come si muoveranno i nostri competitor e quali offerte potranno arrivare ai nostri giocatori da parte di altre squadre. Mi piacerebbe confermare l’intera rosa, ma so che non dipenderà solo da noi: terremo chi è contento di rimanere e chi accetterà una nostra proposta che inevitabilmente sarà ridimensionata, in base alle difficoltà economiche che stiamo tutti attraversando. Il nostro budget rimane certo e stabile, la base per ripresentarci a questi livelli esiste già, se poi riusciremo ad instaurare nuove sinergie sarà ancora meglio. Credo che ci siamo costruiti una solida credibilità, poi vedremo quali scenari ci proporrà la Federazione. Ribadisco che troverei scandalosa da parte loro la richiesta di una tassa di iscrizione per la prossima stagione, dopo aver interrotto la precedente e nelle condizioni nelle quali tutte le società dilettantistiche versano. Spero che anche nella composizione dei gironi tengano conto delle distanze, vorrei ci muovessimo solo tra Lombardia e Veneto e al limite alta Emilia, evitando la Romagna. Vedremo».

EUGENIO OLLI – Direttore Sportivo
«Questa decisione sgombra ogni dubbio sulla nostra convinzione di continuare con questo progetto, anche se in questi ulitimi mesi il mondo è cambiato. C’è la volontà di continuare insieme e infatti il nucleo direttivo è rimasto invariato. Il mister ci ha convinti primariamente con quanto fatto sul campo, inutile girarci intorno. Ma con lui è nato un gran rapporto anche al di fuori, è stato tanto abile sul terreno di gioco con calciatori e staff quanto ad inserirsi all’interno della società. Ci siamo trovati, abbiamo definito i dettagli, ma sapevamo che l’epilogo sarebbe stato positivo: quando si condivide la stessa visione tutto scorre liscio».

La LND ha deciso: stop ufficiale ai dilettanti

Era solo questione di tempo, la decisione si è fatta attendere ma finalmente, in giornata, è giunta alle sedi di tutte le società dilettantistiche: il Consiglio Federale ha definito l’interruzione definitiva della stagione 2019/2020. Si interrompe quindi qui l’annata sportiva in quarta serie della prima squadra della Calvina, che dopo un inizio sofferto era stata capace di mettere insieme ben 41 punti (record del girone D considerando la classifica parziale a partire dalla settima giornata, 5 lunghezze più in alto della capolista Mantova), riuscendo ad agganciare un terzo posto in graduatoria che avrebbe dato la possibilità di disputare i play off. Un piccolo rimpianto per non aver potuto giocarci le nostre carte nel finale di campionato rimane, così come resta – nella memoria, nelle statistiche e soprattutto nelle persone che hanno preso parte a questa avventura – la consapevolezza di aver condiviso un’esperienza unica.

In attesa delle future decisioni su promozioni, retrocessioni e nuovi format da trasferire alla prossima stagione, riportiamo di seguito il comunicato ufficiale diramato oggi dalla Lega Nazionale Dilettanti:

“Stop definitivo ai campionati dilettantistici di calcio a 11, di futsal e di calcio femminile, sia a livello nazionale che regionale. Lo ha sancito il Consiglio Federale che si è tenuto oggi a Roma. Sarà sempre lo stesso organismo, chiamato a riunirsi nelle prossime settimane, a stabilire i criteri relativi agli esiti delle competizioni. Al Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, che si terrà venerdì 22 maggio, spetterà invece il compito di formulare delle proposte al riguardo da presentare poi al Consiglio della FIGC. ‘È una decisione adottata nel rispetto del superiore interesse della tutela della salute di tutti i soggetti che a vario titolo prendono parte alle nostre competizioni – ha dichiarato il Presidente della LND Cosimo Sibilia – la peculiarità del mondo dilettantistico rende estremamente complicato ipotizzare, pur volendolo immaginare, uno slittamento del termine della stagione oltre il 30 giugno, come stabilito invece per i professionisti la cui scadenza è stata prorogata al 31 agosto, per concludere le rispettive attività entro il 20 dello stesso mese’. Nel corso della riunione il Presidente della FIGC Gravina ha anche annunciato il riavvio del tavolo dedicato alla riforma dei campionati, interrotto dall’emergenza da Covid-19, come più volte richiesto dalla stessa LND. Un tema, quello della revisione dei format, peraltro presente nel programma dell’attuale governance federale. Nella prossima riunione tutte le componenti porteranno le proprie proposte. ‘Le nostre saranno concrete e pensate in un’ottica di sistema’ – ha aggiunto Sibilia”.

Il presidente Marai su presente e futuro della Calvina

La forza e l’unione di un gruppo si vedono soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, nei quali può essere chiesto un sacrificio comune per poter resistere alle emergenze e porre le basi per una ripartenza futura. L’A.C. Calvina Sport 1946 si trova, come tutto il calcio dilettantistico, nel bel mezzo di un momento storico senza precedenti, che sta mettendo a dura prova la tenuta fisica, economica e mentale di tutte le sue componenti. Il coronavirus ha mietuto vittime che hanno toccato anche la nostra organizzazione, minaccia tuttora la salute degli sportivi e di tutta la popolazione mondiale e ci costringe ad una programmazione dell’attività futura necessariamente liquida, in quanto non si possiedono certezze né garanzie entro le quali muoversi. Tuttavia la Calvina, che nel recente passato ci ha fatto emozionare e che allo stato presente ci manca almeno quanto ci manca il calcio, avrà un futuro. L’esperienza nata solo l’estate scorsa con l’ingresso di Roberto Marai alla guida della società vuole riproporsi anche nelle prossime stagioni sportive, dando seguito a quanto di buono fatto già in questo suo primo anno. È proprio il presidente a prendere parola per raccontare come si stia vivendo la situazione attuale all’interno della società e provare a dare uno sguardo al domani sportivo biancoazzurro.

«In queste settimane il contatto coi ragazzi e lo staff di prima squadra e giovanili è stato costante. Ho percepito un clima di grande compattezza ed amicizia, esistono dei legami umani instaurati da persone vere che ci stanno permettendo di affrontare grossi sacrifici, a partire dalla limitazione delle libertà personali fino ad arrivare agli aspetti economici. Con tutti i miei tesserati ho stipulato un accordo in coscienza per il ridimensionamento dei rimborsi spese e degli stipendi pattuiti. Attorno al mio network lavorano circa 600 persone e da mesi le mie aziende procedono ad incasso zero. Perciò questo provvedimento si è rivelato necessario, è stato comunicato con anticipo ed è stato accolto da tutti con grande professionalità, riconoscendone l’equità. Sono orgoglioso di tutti i soggetti che compongono questa società».

Dopo molte settimane di chiusura si intravede uno spiraglio, ma serve attenzione massima: «Sono una persona votata all’ottimismo, ma la speranza che le cose migliorino nel breve tempo è appunto solo una speranza: le notizie scientifiche non ci tranquillizzano del tutto, ciò che accade in giro per il mondo non ci segnala alcuna garanzia, anzi. Riprendere la piena attività, sportiva o lavorativa, significherebbe assumersi dei rischi e delle responsabilità importanti, come quella penale che penderebbe sui responsabili sanitari della squadra. Bisogna muoversi con cautela e giornalmente, secondo step, nonostante la voglia e anche l’esigenza di giocare possa coinvolgere tutti. Questo stato di realtà andrà avanti ancora per molto tempo, dobbiamo imparare a conviverci con intelligenza. Ma prima o dopo occorrerà rimettersi in movimento».

L’imprenditore, che sta attraversando questo lungo periodo di lockdown presso la sua residenza salodiana in compagnia della moglie, ha voluto esprimersi anche in merito alle questioni che riguardano la Serie D, i dilettanti e la prospettiva ormai imminente della sospensione dei campionati: «Per quanto mi riguarda sono molto soddisfatto dell’annata della prima squadra. Abbiamo ottenuto l’obiettivo minimo stagionale e ci siamo spinti oltre. Certo, un po’ di amaro per non poter concludere la stagione e, probabilmente, disputare dei play off che ci saremmo meritati, rimane presente. Ma l’aspetto primario è sempre la salute. Non vedo grosse discussioni all’orizzonte per quanto riguarda le promozioni, mentre per le retrocessioni immagino ci saranno diversi ricorsi e contenziosi. Io avevo ipotizzato una mia personalissima formula per ovviare a questa situazione, magari un po’ fantasiosa, ma che poteva risolvere diverse questioni: avrei congelato rose (per quanto possibile) e classifiche della stagione 2019-2020, ripartendo a fine agosto o a settembre, in base alle garanzie sanitarie, proponendo la contrazione delle stagioni 2019-2020 e 2020-2021 in un unico campionato, che avrebbe contato quindi due andate e due ritorni nel lasso temporale 2019-2021. Iniziare insomma completando il calendario di questa stagione interrotta con le ultime partite da disputare, per poi proseguire con le stesse squadre nelle stesse categorie sommando ai punteggi del 2019-2020 quelli del 2020-2021 e diluendo i tanti match in calendario spalmandoli con criterio da fine agosto-settembre a maggio-giugno. Una formula straordinaria per una situazione epocale, che non ha precedenti. Ma è rimasta una mia idea».

L’idea di tutti, questa sì realizzabile, è quella di tornare a parlare di pallone e di riprendere a seguire le gesta sportive della Calvina, dai primi calci dei bimbi dell’Azzurra fino alle gesta dei grandi calciatori della Serie D. Servirà ancora un poco di pazienza: «Dalle grandi difficoltà possono nascere occasioni uniche e grandi idee, rimango quindi col mio ottimismo. Ma per superare questa crisi occorrerà tempo. Ci sveglieremo tutti più poveri e più in difficoltà nel mandare avanti i nostri lavori e sostenere le nostre famiglie. Ma ce la faremo».

Cordoglio della società per la morte di Walter Margonari

L’A.C. Calvina Sport 1946 è stata nuovamente colpita da un lutto, occorso ad un suo tesserato. Nelle ultime ore ci ha lasciati Walter Margonari, padre di Umberto, preparatore atletico della Juniores Nazionale calvisanese ed allenatore del settore giovanile dell’Azzurra. Nel porgere le condoglianze alla famiglia Margonari, tutta la società si unisce al cordoglio di Umberto e dei suoi affetti più cari.

La Calvina si stringe attorno a Diego Valenti per la scomparsa di papà Bruno

È questo un giovedì molto triste in casa Calvina. Bruno Valenti, padre di Diego, attaccante della prima squadra biancoazzurra, ci ha lasciato oggi, all’età di 57 anni. Non potendo dimostrare vicinanza se non con il pensiero, in questi tempi di isolamento fisico e sociale, tutta la famiglia Calvina si stringe idealmente attorno a Diego e a tutti i suoi cari. Ogni singolo tesserato proverà a prendersi un grammo del dolore del nostro “Ciccio”, cercando di restituire almeno in parte tutta l’umanità che questo talentuoso e generoso calciatore ci ha trasmesso fin dal primo giorno che ha indossato questa maglia. Forza Diego, tutta la Calvina ti è accanto.

Lutto in casa Calvina: se n’è andato Miro Battaglia

Con profondo dolore, l’A.C. Calvina Sport 1946 piange la morte di Vladimiro Battaglia, scomparso stamattina all’età di 75 anni presso l’ospedale di Montichiari in seguito agli effetti del virus Covid-19. A dare la sconvolgente notizia è suo fratello Battista, presidente onorario della società. Vladimiro, per tutti Miro, lascia la moglie Marinella. Tutta la Calvina – dal presidente ai dirigenti, dallo staff tecnico ai giocatori, dai soci agli operatori -, assieme alla famiglia Cammi Rosetta, si stringono attorno alla famiglia Battaglia, condividendo con loro la sofferenza della perdita.

Per questi colori Miro ha rappresentato e continuerà a rappresentare molto più che un semplice socio. Fratello minore del presidente onorario Battista Battaglia, entrato in società a metà anni ’90, Miro è stato una costante alla quale appigliarsi in qualsiasi momento di difficoltà. Una figura discreta, semplice, eppure fondamentale, una bussola per ogni tesserato, una presenza infaticabile, posta sempre ad un singolo grado di separazione da ogni stato di bisogno. Questa malattia impalpabile e spietata ci ha portato via una parte ingente dell’anima Calvina, della memoria Calvina, della storia Calvina. L’isolamento forzato ci mette ancora più in difficoltà in questi momenti, nei quali la comunità avrebbe il potere di lenire fisicamente il dolore del singolo individuo. L’unico modo che abbiamo per stare vicini a Battista, a Marinella e a tutti i famigliari di Miro è quello di ricordarlo con le parole di chi lo ha conosciuto meglio all’interno dell’ambiente Calvina.

Per il ruolo apicale che ricopre, il primo pensiero è quello del presidente della società, Roberto Marai: «Ho conosciuto Miro solo l’anno scorso e ne ho subito riconosciuto il valore. Socio storico, uno dei primi tifosi della Calvina, sempre gioviale, sempre col sorriso, faceva parte di quella vecchia guardia così importante nel portare avanti lo spirito di questa società. Purtroppo questo virus è una falcidia che sta colpendo in ogni direzione, e ce l’ha portato via. Siamo tutti sconvolti».

Prima del passaggio di consegne a Marai era Marco Vaia a ricoprire il ruolo di presidente, mentre oggi è il massimo dirigente del settore giovanile. Il suo legame con Miro è stato particolarmente profondo: «Era una persona straordinaria, di grande umanità, ho imparato a conoscerlo bene nei miei quindici anni di Calvina. Un uomo eccezionale, sotto tutti i punti di vista. È stato uno dei pilastri della mia vita. Ha sempre vissuto da dentro la vita del calcio calvisanese, ne è stato protagonista anche se preferiva stare dietro le quinte, per via del suo carattere riservato. La sua scomparsa rappresenta personalmente una grave perdita».

Essendo dentro le trame della vita della Calvina di tutti i giorni, è stato naturale costituire in primis coi giocatori un rapporto speciale. Lo può confermare Mauro Moreschi, ex capitano biancoazzurro e giocatore di riferimento dell’ultimo decennio: «La notizia ha spezzato in due me e tutti i ragazzi che hanno fatto parte del gruppo Calvina che così bene ha fatto negli ultimi anni. Di Miro ho tanti ricordi, tutti bellissimi. Era uno schivo, stava sempre un passo indietro, poche parole e mille fatti. Impegnava giornate intere a dedicarsi alle strutture, aveva grande inventiva e delle capacità innate nel risolvere ogni tipo di problematica che gli si parasse dinanzi. Uno degli aneddoti che ricordo più volentieri riguarda una delle nostre gite di squadra a Rimini, che facevamo a fine stagione ogni volta che c’era qualcosa da festeggiare: un anno gli facemmo un presente, gli regalammo un orologio, un piccolo modo per ringraziarlo di tutto ciò che ci aveva dato; per lui fu inaspettato essere messo, per una volta, al centro dell’attenzione, ne fu molto commosso. Aveva una positività incredibile ed è stato una delle figure che più ha contribuito a far sì che l’ambiente Calvina abbia rappresentato per noi giocatori qualcosa di veramente diverso. Il dolore per averlo perso è grande e non poterlo nemmeno salutare fa ancora più male».

Non potendo svolgere alcuna funzione pubblica per le note misure di sicurezza adottate in questa fase di lotta serrata alla pandemia, non sarà infatti possibile celebrare il rito funebre. Il corpo di Miro verrà trasportato venerdì a Spinea, in provincia di Venezia, per essere cremato (in questo periodo non vi sono forni crematori disponibili più vicini), dopodiché verrà comunicato alla famiglia quando potranno essere consegnate le ceneri per essere deposte al cimitero di Calvisano. Tuttavia, il direttore generale Stefano Tosoni, interpretando il desiderio di tutti, ha assicurato che «quando questa emergenza sarà finalmente finita la società si adopererà immediatamente per organizzare un momento condiviso nel quale ricordare Miro e rendere il giusto omaggio a questo grande uomo».

Abbiamo volutamente lasciato per ultimo l’intervento per noi più significativo, quello di Battista Battaglia. Battista è la Calvina, Battista è il fratello maggiore di Miro. Le sue parole e la sua disarmante lucidità in questo momento famigliare straziante ci toccano nel profondo e ci consegnano l’ennesimo suo insegnamento da conservare e difendere: «Sono dentro questa società da 61 anni, mentre mio fratello si unì più tardi, nel ’95. Vi entrò “a gamba tesa”, il suo impatto fu da subito importante. Si è sempre messo a disposizione per qualsiasi esigenza, era un tuttofare. Non era solo disponibile, era capace! Un giorno si scopriva elettricista, il giorno dopo autista, sapeva rendersi sempre utile. E la domenica era sempre al mio fianco, allo stadio, a tifare Calvina. Stiamo vivendo una situazione mai affrontata prima: in guerra il tuo nemico ha carne ed ossa, lo puoi combattere, mentre questo nemico è invisibile e sconosciuto, ad oggi non abbiamo armi per sconfiggerlo. Miro aveva manifestato la volontà di essere cremato, perché le sue ceneri fossero deposte accanto a quelle di nostra sorella Milena, e così faremo. Avrei voluto dirgli addio. La sua mancanza si farà sentire forte».

Ciao Miro, fai buon viaggio. E continua a prenderti cura di noi.

Calvina, anche noi #aiutiAMObrescia

Tutti insieme, per dare un calcio al virus e vincere la partita più importante di tutte, quella in favore della vita. In questo periodo di grande difficoltà lombarda, nazionale ed internazionale, la società A.C. Calvina Sport 1946 ha deciso di fare la sua piccola parte con due gesti semplici ma fondamentali. Da una parte assicurandosi che i propri tesserati seguano le direttive governative e adottino tutte le misure di sicurezza atte a combattere il contagio da Covid-19, in primis sospendendo ogni attività, rimanendo tra le mura domestiche ed evitando contatti fisici interpersonali. Dall’altra accogliendo la proposta dei giocatori della prima squadra di raccogliere una somma in denaro da destinare a vantaggio delle strutture ospedaliere bresciane, messe sotto scacco dalla situazione emergenziale attuale. Nel concreto, la società ha aderito all’iniziativa #aiutiAMObrescia inviando una donazione alla Fondazione della Comunità Bresciana Onlus, che in questi giorni si sta adoperando per raccogliere fondi da far pervenire agli ospedali bresciani.

L’iniziativa ha coinvolto tutti i tesserati della Calvina, dal presidente Roberto Marai ai dirigenti, dallo staff tecnico ai giocatori, dai quali l’idea ha preso piede. Fare squadra è l’unico modo per poter superare la prova alla quale tutti siamo sottoposti in queste settimane. La Calvina c’è e si vuole far sentire fattivamente, contribuendo per quanto le è possibile a questa battaglia. Non vediamo l’ora di tornare a parlare di calcio, ma in questo momento le priorità devono essere altre, come sottolinea il primo tifoso biancoazzurro.

«Oggi – spiega Marai – il campionato deve passare in secondo piano. In Italia e in particolare nella nostra Lombardia ogni giorno ci sono persone che muoiono, che soffrono, senza contare che questa condizione sta portando molte aziende a soffocare. Il calcio manca, così come tutto lo sport, ma adesso la partita da vincere è un’altra, più importante. Per questo motivo abbiamo accolto con entusiasmo come società la proposta dei nostri giocatori di autotassarsi per mandare un aiuto concreto, economico, a chi è in prima linea nella lotta all’emergenza coronavirus. Sono orgoglioso dei miei ragazzi, hanno dimostrato una sensibilità importante e con la loro idea hanno dato la possibilità anche a noi di partecipare, aumentando la portata del gesto. Speriamo che, con l’aiuto responsabile di tutti, questa grande piaga arrivi a risolversi il prima possibile».

Sospensione attività: le parole di mister Florindo

Un momento difficile per tutti, anche per il calcio dilettantistico, anche per la Calvina. Stare fermi fa soffrire ogni persona innamorata del pallone, di ogni sua declinazione. Figuriamoci quanto può pesare ad un animo passionale ed avido di sana competizione come quello di mister Michele Florindo. Le priorità, tuttavia, in questo momento devono essere altre, gli interessi personali vengono dopo il benessere della collettività. Questo in sintesi il pensiero dedotto dalle parole dell’allenatore veneto, intervenuto oggi ai microfoni di tuttoseried.com. Di seguito il testo dell’intervista rilasciata alla redazione web.

«Questa situazione è anomala per tutti, ma in questo momento pensare al calcio e agli interessi personali è egoistico. Di fronte a questo grave problema dobbiamo ragionare da popolo italiano e la priorità è la salute di tutti. Dobbiamo attenerci alle regole e alle condizioni che le autorità competenti ci hanno indicato per contenere il contagio e la trasmissione del coronavirus. Parlare di calcio è riduttivo ed egoistico, dispiace a tutti perché è la cosa più bella e non giocare ci pesa moltissimo. Ho appreso che i campionati resteranno sospesi fino al 3 aprile. Portiamo pazienza, aspettiamo che l’emergenza passi; quando le autorità ci autorizzeranno a scendere in campo vorrà dire che finalmente tutti saremo in sicurezza. La sicurezza italiana in questo momento è prioritaria».