Il presidente Marai su presente e futuro della Calvina

La forza e l’unione di un gruppo si vedono soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, nei quali può essere chiesto un sacrificio comune per poter resistere alle emergenze e porre le basi per una ripartenza futura. L’A.C. Calvina Sport 1946 si trova, come tutto il calcio dilettantistico, nel bel mezzo di un momento storico senza precedenti, che sta mettendo a dura prova la tenuta fisica, economica e mentale di tutte le sue componenti. Il coronavirus ha mietuto vittime che hanno toccato anche la nostra organizzazione, minaccia tuttora la salute degli sportivi e di tutta la popolazione mondiale e ci costringe ad una programmazione dell’attività futura necessariamente liquida, in quanto non si possiedono certezze né garanzie entro le quali muoversi. Tuttavia la Calvina, che nel recente passato ci ha fatto emozionare e che allo stato presente ci manca almeno quanto ci manca il calcio, avrà un futuro. L’esperienza nata solo l’estate scorsa con l’ingresso di Roberto Marai alla guida della società vuole riproporsi anche nelle prossime stagioni sportive, dando seguito a quanto di buono fatto già in questo suo primo anno. È proprio il presidente a prendere parola per raccontare come si stia vivendo la situazione attuale all’interno della società e provare a dare uno sguardo al domani sportivo biancoazzurro.

«In queste settimane il contatto coi ragazzi e lo staff di prima squadra e giovanili è stato costante. Ho percepito un clima di grande compattezza ed amicizia, esistono dei legami umani instaurati da persone vere che ci stanno permettendo di affrontare grossi sacrifici, a partire dalla limitazione delle libertà personali fino ad arrivare agli aspetti economici. Con tutti i miei tesserati ho stipulato un accordo in coscienza per il ridimensionamento dei rimborsi spese e degli stipendi pattuiti. Attorno al mio network lavorano circa 600 persone e da mesi le mie aziende procedono ad incasso zero. Perciò questo provvedimento si è rivelato necessario, è stato comunicato con anticipo ed è stato accolto da tutti con grande professionalità, riconoscendone l’equità. Sono orgoglioso di tutti i soggetti che compongono questa società».

Dopo molte settimane di chiusura si intravede uno spiraglio, ma serve attenzione massima: «Sono una persona votata all’ottimismo, ma la speranza che le cose migliorino nel breve tempo è appunto solo una speranza: le notizie scientifiche non ci tranquillizzano del tutto, ciò che accade in giro per il mondo non ci segnala alcuna garanzia, anzi. Riprendere la piena attività, sportiva o lavorativa, significherebbe assumersi dei rischi e delle responsabilità importanti, come quella penale che penderebbe sui responsabili sanitari della squadra. Bisogna muoversi con cautela e giornalmente, secondo step, nonostante la voglia e anche l’esigenza di giocare possa coinvolgere tutti. Questo stato di realtà andrà avanti ancora per molto tempo, dobbiamo imparare a conviverci con intelligenza. Ma prima o dopo occorrerà rimettersi in movimento».

L’imprenditore, che sta attraversando questo lungo periodo di lockdown presso la sua residenza salodiana in compagnia della moglie, ha voluto esprimersi anche in merito alle questioni che riguardano la Serie D, i dilettanti e la prospettiva ormai imminente della sospensione dei campionati: «Per quanto mi riguarda sono molto soddisfatto dell’annata della prima squadra. Abbiamo ottenuto l’obiettivo minimo stagionale e ci siamo spinti oltre. Certo, un po’ di amaro per non poter concludere la stagione e, probabilmente, disputare dei play off che ci saremmo meritati, rimane presente. Ma l’aspetto primario è sempre la salute. Non vedo grosse discussioni all’orizzonte per quanto riguarda le promozioni, mentre per le retrocessioni immagino ci saranno diversi ricorsi e contenziosi. Io avevo ipotizzato una mia personalissima formula per ovviare a questa situazione, magari un po’ fantasiosa, ma che poteva risolvere diverse questioni: avrei congelato rose (per quanto possibile) e classifiche della stagione 2019-2020, ripartendo a fine agosto o a settembre, in base alle garanzie sanitarie, proponendo la contrazione delle stagioni 2019-2020 e 2020-2021 in un unico campionato, che avrebbe contato quindi due andate e due ritorni nel lasso temporale 2019-2021. Iniziare insomma completando il calendario di questa stagione interrotta con le ultime partite da disputare, per poi proseguire con le stesse squadre nelle stesse categorie sommando ai punteggi del 2019-2020 quelli del 2020-2021 e diluendo i tanti match in calendario spalmandoli con criterio da fine agosto-settembre a maggio-giugno. Una formula straordinaria per una situazione epocale, che non ha precedenti. Ma è rimasta una mia idea».

L’idea di tutti, questa sì realizzabile, è quella di tornare a parlare di pallone e di riprendere a seguire le gesta sportive della Calvina, dai primi calci dei bimbi dell’Azzurra fino alle gesta dei grandi calciatori della Serie D. Servirà ancora un poco di pazienza: «Dalle grandi difficoltà possono nascere occasioni uniche e grandi idee, rimango quindi col mio ottimismo. Ma per superare questa crisi occorrerà tempo. Ci sveglieremo tutti più poveri e più in difficoltà nel mandare avanti i nostri lavori e sostenere le nostre famiglie. Ma ce la faremo».