Tag: coronavirus

Il presidente Marai su presente e futuro della Calvina

La forza e l’unione di un gruppo si vedono soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, nei quali può essere chiesto un sacrificio comune per poter resistere alle emergenze e porre le basi per una ripartenza futura. L’A.C. Calvina Sport 1946 si trova, come tutto il calcio dilettantistico, nel bel mezzo di un momento storico senza precedenti, che sta mettendo a dura prova la tenuta fisica, economica e mentale di tutte le sue componenti. Il coronavirus ha mietuto vittime che hanno toccato anche la nostra organizzazione, minaccia tuttora la salute degli sportivi e di tutta la popolazione mondiale e ci costringe ad una programmazione dell’attività futura necessariamente liquida, in quanto non si possiedono certezze né garanzie entro le quali muoversi. Tuttavia la Calvina, che nel recente passato ci ha fatto emozionare e che allo stato presente ci manca almeno quanto ci manca il calcio, avrà un futuro. L’esperienza nata solo l’estate scorsa con l’ingresso di Roberto Marai alla guida della società vuole riproporsi anche nelle prossime stagioni sportive, dando seguito a quanto di buono fatto già in questo suo primo anno. È proprio il presidente a prendere parola per raccontare come si stia vivendo la situazione attuale all’interno della società e provare a dare uno sguardo al domani sportivo biancoazzurro.

«In queste settimane il contatto coi ragazzi e lo staff di prima squadra e giovanili è stato costante. Ho percepito un clima di grande compattezza ed amicizia, esistono dei legami umani instaurati da persone vere che ci stanno permettendo di affrontare grossi sacrifici, a partire dalla limitazione delle libertà personali fino ad arrivare agli aspetti economici. Con tutti i miei tesserati ho stipulato un accordo in coscienza per il ridimensionamento dei rimborsi spese e degli stipendi pattuiti. Attorno al mio network lavorano circa 600 persone e da mesi le mie aziende procedono ad incasso zero. Perciò questo provvedimento si è rivelato necessario, è stato comunicato con anticipo ed è stato accolto da tutti con grande professionalità, riconoscendone l’equità. Sono orgoglioso di tutti i soggetti che compongono questa società».

Dopo molte settimane di chiusura si intravede uno spiraglio, ma serve attenzione massima: «Sono una persona votata all’ottimismo, ma la speranza che le cose migliorino nel breve tempo è appunto solo una speranza: le notizie scientifiche non ci tranquillizzano del tutto, ciò che accade in giro per il mondo non ci segnala alcuna garanzia, anzi. Riprendere la piena attività, sportiva o lavorativa, significherebbe assumersi dei rischi e delle responsabilità importanti, come quella penale che penderebbe sui responsabili sanitari della squadra. Bisogna muoversi con cautela e giornalmente, secondo step, nonostante la voglia e anche l’esigenza di giocare possa coinvolgere tutti. Questo stato di realtà andrà avanti ancora per molto tempo, dobbiamo imparare a conviverci con intelligenza. Ma prima o dopo occorrerà rimettersi in movimento».

L’imprenditore, che sta attraversando questo lungo periodo di lockdown presso la sua residenza salodiana in compagnia della moglie, ha voluto esprimersi anche in merito alle questioni che riguardano la Serie D, i dilettanti e la prospettiva ormai imminente della sospensione dei campionati: «Per quanto mi riguarda sono molto soddisfatto dell’annata della prima squadra. Abbiamo ottenuto l’obiettivo minimo stagionale e ci siamo spinti oltre. Certo, un po’ di amaro per non poter concludere la stagione e, probabilmente, disputare dei play off che ci saremmo meritati, rimane presente. Ma l’aspetto primario è sempre la salute. Non vedo grosse discussioni all’orizzonte per quanto riguarda le promozioni, mentre per le retrocessioni immagino ci saranno diversi ricorsi e contenziosi. Io avevo ipotizzato una mia personalissima formula per ovviare a questa situazione, magari un po’ fantasiosa, ma che poteva risolvere diverse questioni: avrei congelato rose (per quanto possibile) e classifiche della stagione 2019-2020, ripartendo a fine agosto o a settembre, in base alle garanzie sanitarie, proponendo la contrazione delle stagioni 2019-2020 e 2020-2021 in un unico campionato, che avrebbe contato quindi due andate e due ritorni nel lasso temporale 2019-2021. Iniziare insomma completando il calendario di questa stagione interrotta con le ultime partite da disputare, per poi proseguire con le stesse squadre nelle stesse categorie sommando ai punteggi del 2019-2020 quelli del 2020-2021 e diluendo i tanti match in calendario spalmandoli con criterio da fine agosto-settembre a maggio-giugno. Una formula straordinaria per una situazione epocale, che non ha precedenti. Ma è rimasta una mia idea».

L’idea di tutti, questa sì realizzabile, è quella di tornare a parlare di pallone e di riprendere a seguire le gesta sportive della Calvina, dai primi calci dei bimbi dell’Azzurra fino alle gesta dei grandi calciatori della Serie D. Servirà ancora un poco di pazienza: «Dalle grandi difficoltà possono nascere occasioni uniche e grandi idee, rimango quindi col mio ottimismo. Ma per superare questa crisi occorrerà tempo. Ci sveglieremo tutti più poveri e più in difficoltà nel mandare avanti i nostri lavori e sostenere le nostre famiglie. Ma ce la faremo».

Lutto in casa Calvina: se n’è andato Miro Battaglia

Con profondo dolore, l’A.C. Calvina Sport 1946 piange la morte di Vladimiro Battaglia, scomparso stamattina all’età di 75 anni presso l’ospedale di Montichiari in seguito agli effetti del virus Covid-19. A dare la sconvolgente notizia è suo fratello Battista, presidente onorario della società. Vladimiro, per tutti Miro, lascia la moglie Marinella. Tutta la Calvina – dal presidente ai dirigenti, dallo staff tecnico ai giocatori, dai soci agli operatori -, assieme alla famiglia Cammi Rosetta, si stringono attorno alla famiglia Battaglia, condividendo con loro la sofferenza della perdita.

Per questi colori Miro ha rappresentato e continuerà a rappresentare molto più che un semplice socio. Fratello minore del presidente onorario Battista Battaglia, entrato in società a metà anni ’90, Miro è stato una costante alla quale appigliarsi in qualsiasi momento di difficoltà. Una figura discreta, semplice, eppure fondamentale, una bussola per ogni tesserato, una presenza infaticabile, posta sempre ad un singolo grado di separazione da ogni stato di bisogno. Questa malattia impalpabile e spietata ci ha portato via una parte ingente dell’anima Calvina, della memoria Calvina, della storia Calvina. L’isolamento forzato ci mette ancora più in difficoltà in questi momenti, nei quali la comunità avrebbe il potere di lenire fisicamente il dolore del singolo individuo. L’unico modo che abbiamo per stare vicini a Battista, a Marinella e a tutti i famigliari di Miro è quello di ricordarlo con le parole di chi lo ha conosciuto meglio all’interno dell’ambiente Calvina.

Per il ruolo apicale che ricopre, il primo pensiero è quello del presidente della società, Roberto Marai: «Ho conosciuto Miro solo l’anno scorso e ne ho subito riconosciuto il valore. Socio storico, uno dei primi tifosi della Calvina, sempre gioviale, sempre col sorriso, faceva parte di quella vecchia guardia così importante nel portare avanti lo spirito di questa società. Purtroppo questo virus è una falcidia che sta colpendo in ogni direzione, e ce l’ha portato via. Siamo tutti sconvolti».

Prima del passaggio di consegne a Marai era Marco Vaia a ricoprire il ruolo di presidente, mentre oggi è il massimo dirigente del settore giovanile. Il suo legame con Miro è stato particolarmente profondo: «Era una persona straordinaria, di grande umanità, ho imparato a conoscerlo bene nei miei quindici anni di Calvina. Un uomo eccezionale, sotto tutti i punti di vista. È stato uno dei pilastri della mia vita. Ha sempre vissuto da dentro la vita del calcio calvisanese, ne è stato protagonista anche se preferiva stare dietro le quinte, per via del suo carattere riservato. La sua scomparsa rappresenta personalmente una grave perdita».

Essendo dentro le trame della vita della Calvina di tutti i giorni, è stato naturale costituire in primis coi giocatori un rapporto speciale. Lo può confermare Mauro Moreschi, ex capitano biancoazzurro e giocatore di riferimento dell’ultimo decennio: «La notizia ha spezzato in due me e tutti i ragazzi che hanno fatto parte del gruppo Calvina che così bene ha fatto negli ultimi anni. Di Miro ho tanti ricordi, tutti bellissimi. Era uno schivo, stava sempre un passo indietro, poche parole e mille fatti. Impegnava giornate intere a dedicarsi alle strutture, aveva grande inventiva e delle capacità innate nel risolvere ogni tipo di problematica che gli si parasse dinanzi. Uno degli aneddoti che ricordo più volentieri riguarda una delle nostre gite di squadra a Rimini, che facevamo a fine stagione ogni volta che c’era qualcosa da festeggiare: un anno gli facemmo un presente, gli regalammo un orologio, un piccolo modo per ringraziarlo di tutto ciò che ci aveva dato; per lui fu inaspettato essere messo, per una volta, al centro dell’attenzione, ne fu molto commosso. Aveva una positività incredibile ed è stato una delle figure che più ha contribuito a far sì che l’ambiente Calvina abbia rappresentato per noi giocatori qualcosa di veramente diverso. Il dolore per averlo perso è grande e non poterlo nemmeno salutare fa ancora più male».

Non potendo svolgere alcuna funzione pubblica per le note misure di sicurezza adottate in questa fase di lotta serrata alla pandemia, non sarà infatti possibile celebrare il rito funebre. Il corpo di Miro verrà trasportato venerdì a Spinea, in provincia di Venezia, per essere cremato (in questo periodo non vi sono forni crematori disponibili più vicini), dopodiché verrà comunicato alla famiglia quando potranno essere consegnate le ceneri per essere deposte al cimitero di Calvisano. Tuttavia, il direttore generale Stefano Tosoni, interpretando il desiderio di tutti, ha assicurato che «quando questa emergenza sarà finalmente finita la società si adopererà immediatamente per organizzare un momento condiviso nel quale ricordare Miro e rendere il giusto omaggio a questo grande uomo».

Abbiamo volutamente lasciato per ultimo l’intervento per noi più significativo, quello di Battista Battaglia. Battista è la Calvina, Battista è il fratello maggiore di Miro. Le sue parole e la sua disarmante lucidità in questo momento famigliare straziante ci toccano nel profondo e ci consegnano l’ennesimo suo insegnamento da conservare e difendere: «Sono dentro questa società da 61 anni, mentre mio fratello si unì più tardi, nel ’95. Vi entrò “a gamba tesa”, il suo impatto fu da subito importante. Si è sempre messo a disposizione per qualsiasi esigenza, era un tuttofare. Non era solo disponibile, era capace! Un giorno si scopriva elettricista, il giorno dopo autista, sapeva rendersi sempre utile. E la domenica era sempre al mio fianco, allo stadio, a tifare Calvina. Stiamo vivendo una situazione mai affrontata prima: in guerra il tuo nemico ha carne ed ossa, lo puoi combattere, mentre questo nemico è invisibile e sconosciuto, ad oggi non abbiamo armi per sconfiggerlo. Miro aveva manifestato la volontà di essere cremato, perché le sue ceneri fossero deposte accanto a quelle di nostra sorella Milena, e così faremo. Avrei voluto dirgli addio. La sua mancanza si farà sentire forte».

Ciao Miro, fai buon viaggio. E continua a prenderti cura di noi.

Calvina, anche noi #aiutiAMObrescia

Tutti insieme, per dare un calcio al virus e vincere la partita più importante di tutte, quella in favore della vita. In questo periodo di grande difficoltà lombarda, nazionale ed internazionale, la società A.C. Calvina Sport 1946 ha deciso di fare la sua piccola parte con due gesti semplici ma fondamentali. Da una parte assicurandosi che i propri tesserati seguano le direttive governative e adottino tutte le misure di sicurezza atte a combattere il contagio da Covid-19, in primis sospendendo ogni attività, rimanendo tra le mura domestiche ed evitando contatti fisici interpersonali. Dall’altra accogliendo la proposta dei giocatori della prima squadra di raccogliere una somma in denaro da destinare a vantaggio delle strutture ospedaliere bresciane, messe sotto scacco dalla situazione emergenziale attuale. Nel concreto, la società ha aderito all’iniziativa #aiutiAMObrescia inviando una donazione alla Fondazione della Comunità Bresciana Onlus, che in questi giorni si sta adoperando per raccogliere fondi da far pervenire agli ospedali bresciani.

L’iniziativa ha coinvolto tutti i tesserati della Calvina, dal presidente Roberto Marai ai dirigenti, dallo staff tecnico ai giocatori, dai quali l’idea ha preso piede. Fare squadra è l’unico modo per poter superare la prova alla quale tutti siamo sottoposti in queste settimane. La Calvina c’è e si vuole far sentire fattivamente, contribuendo per quanto le è possibile a questa battaglia. Non vediamo l’ora di tornare a parlare di calcio, ma in questo momento le priorità devono essere altre, come sottolinea il primo tifoso biancoazzurro.

«Oggi – spiega Marai – il campionato deve passare in secondo piano. In Italia e in particolare nella nostra Lombardia ogni giorno ci sono persone che muoiono, che soffrono, senza contare che questa condizione sta portando molte aziende a soffocare. Il calcio manca, così come tutto lo sport, ma adesso la partita da vincere è un’altra, più importante. Per questo motivo abbiamo accolto con entusiasmo come società la proposta dei nostri giocatori di autotassarsi per mandare un aiuto concreto, economico, a chi è in prima linea nella lotta all’emergenza coronavirus. Sono orgoglioso dei miei ragazzi, hanno dimostrato una sensibilità importante e con la loro idea hanno dato la possibilità anche a noi di partecipare, aumentando la portata del gesto. Speriamo che, con l’aiuto responsabile di tutti, questa grande piaga arrivi a risolversi il prima possibile».

Sospensione attività: le parole di mister Florindo

Un momento difficile per tutti, anche per il calcio dilettantistico, anche per la Calvina. Stare fermi fa soffrire ogni persona innamorata del pallone, di ogni sua declinazione. Figuriamoci quanto può pesare ad un animo passionale ed avido di sana competizione come quello di mister Michele Florindo. Le priorità, tuttavia, in questo momento devono essere altre, gli interessi personali vengono dopo il benessere della collettività. Questo in sintesi il pensiero dedotto dalle parole dell’allenatore veneto, intervenuto oggi ai microfoni di tuttoseried.com. Di seguito il testo dell’intervista rilasciata alla redazione web.

«Questa situazione è anomala per tutti, ma in questo momento pensare al calcio e agli interessi personali è egoistico. Di fronte a questo grave problema dobbiamo ragionare da popolo italiano e la priorità è la salute di tutti. Dobbiamo attenerci alle regole e alle condizioni che le autorità competenti ci hanno indicato per contenere il contagio e la trasmissione del coronavirus. Parlare di calcio è riduttivo ed egoistico, dispiace a tutti perché è la cosa più bella e non giocare ci pesa moltissimo. Ho appreso che i campionati resteranno sospesi fino al 3 aprile. Portiamo pazienza, aspettiamo che l’emergenza passi; quando le autorità ci autorizzeranno a scendere in campo vorrà dire che finalmente tutti saremo in sicurezza. La sicurezza italiana in questo momento è prioritaria».

Il messaggio del presidente LND Sibilia

Nel giorno della pubblicazione del comunicato ufficiale della LND che interrompe con effetto immediato e fino alla data del 3 aprile 2020 ogni attività connessa con la Lega Nazionale Dilettanti, il suo Presidente, Cosimo Sibilia, ha voluto esprimere il suo pensiero sul difficile momento che tutta Italia, quindi anche lo sport non professionistico, sta attraversando in queste settimane, cercando contemporaneamente di chiarire le ragioni che hanno portato il Consiglio Direttivo della Lega a prendere la posizione netta che il suddetto comunicato rivela. Pubblichiamo di seguito il testo integrale della lettera firmata dal massimo responsabile della LND e rivolta a tutte le persone che compongono lo sterminato scenario del calcio dilettantistico.

“Ritengo doveroso rivolgermi a tutti coloro che, a vario titolo – calciatrici e calciatori, allenatrici ed allenatori, dirigenti, medici, massaggiatori, collaboratori – fanno parte della grande famiglia del calcio dilettantistico italiano. Credo sia necessario, infatti, – a prescindere da quanto indicato nel Comunicato Ufficiale che riporta il provvedimento – chiarire le motivazioni che hanno portato il Consiglio Direttivo, riunito in sessione straordinaria, ad adottare il provvedimento di sospensione di tutta l’attività, sull’intero territorio nazionale”.

“Ci troviamo, in questi giorni, a combattere contro un nemico, il coronavirus COVID-19, che non conosciamo, del quale persino gli scienziati non sono in grado, al momento, di dirci molto, e perciò abbiamo tutti paura. Un sentimento che, come ci spiegano gli Psicologi, è una reazione fisiologica utile perché ci permette di essere più attenti, di pensare, ma che, come ha mirabilmente scritto la Professoressa Anna Oliverio Ferraris in un saggio dedicato a questo specifico tema, ha come antidoto la razionalità. Dunque, abbiamo ritenuto che come Consiglio Direttivo della L.N.D. non bastasse fermarsi alle prescrizioni contenute nel D.P.C.M. approvato ieri, 8 Marzo, ma che bisognasse adottare una decisione coerente con il momento che il Paese sta vivendo. E, quindi, non si trattava di esaminare la questione limitatamente all’attività da consentire eventualmente a ‘porte chiuse’ ma se, in primo luogo, era ‘giusto’ ipotizzare lo svolgimento dei campionati”.

“La tutela della salute di tutto coloro che sono impegnati nelle nostre attività, infatti, doveva e deve restare l’obiettivo primario da raggiungere, ma anche il punto di partenza per considerare quale impatto poteva e può avere l’organizzazione delle tante gare che ogni settimana caratterizzano la nostra attività. Disputare le partite, infatti, significa prevedere comunque trasferte, spostamenti, infra ed extra Regioni e Province, con l’utilizzo di mezzi di trasporto che sicuramente non potrebbero sempre garantire il rispetto della distanza interpersonale consigliata di un metro. Garantire sui terreni di gioco la distanza di un metro tra avversari e tra compagni di squadra, inoltre, appare impossibile, così come immaginare di impedire di abbracciarsi e gioire per un gol segnato o un rigore parato o una vittoria conseguita. Insomma, ci è sembrato che, si ripete, a prescindere dalle ‘porte chiuse’, prevedere la disputa delle gare in queste condizioni finisse per svilire lo stesso spirito, se ci si passa il termine la ‘natura’ di quello che resta lo sport che noi tutti amiamo”.

“Ma vi è di più. In termini numerici il movimento calcistico dilettantistico rappresenta, senza tema di smentite, il più importante momento di coinvolgimento di persone ogni settimana. Il che, inevitabilmente, significherebbe prevedere la partecipazione di Medici, ambulanze, Forze dell’Ordine, che, ci pare di poter affermare, rappresentano ‘risorse’, umane e non solo, che in questo particolare momento è opportuno vengano destinate ad altri e più importanti compiti. Dunque, abbiamo ritenuto che la decisione adottata, di sospendere tutte le attività sino al 3 Aprile prossimo, fatta salva, ovviamente, la possibilità di ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari in relazione all’evolversi della complessiva situazione nel nostro Paese, fosse una decisione quasi inevitabile, un ‘contributo’ necessario che il mondo del calcio dilettantistico italiano doveva dare per superare il momento di difficoltà che sta attraversando la nostra nazione”.

“È stato scritto, condivisibilmente, che è importante che tutti facciano la loro parte, perché il lavoro di medici e infermieri, eroi di questi giorni, potrebbe non bastare. Ma, soprattutto, che è il ‘tempo della cautela e della responsabilità’ e che, una volta usciti da questa situazione, torneremo ad occuparci di quello che ci manca. Che per questa grande nostra comunità significa partite, reti fatte e subite, la gioia di confrontarsi in un sano agonismo”.

“Il mondo della Lega Nazionale Dilettanti, inoltre, sia in sede centrale che in quelle periferiche, è fatto da dipendenti, collaboratori, componenti degli Organi di Giustizia Sportiva, persone tutte che hanno necessità di essere garantite circa la salubrità dei luoghi che frequentano e, comunque, avere certezze che quanto era possibile è stato fatto a tutela della loro salute. È per questo motivo, pertanto, che a partire da domani e almeno sino al 15 marzo prossimo, tutte le sedi della Lega resteranno chiuse al pubblico e saranno interessate dai necessari interventi di sanificazione”.

“In questa situazione, certo non facile e che francamente mai avremmo immaginato, desidero pertanto rivolgermi a tutti coloro che amano il calcio dilettantistico per invitarli ad abbandonare le polemiche, a non pensare alle singole convenienze, a chi eventualmente da questa forzata sospensione dell’attività potrà trarne vantaggio o, al contrario, subirà un danno, ma utilizzare questo momento per impegnarsi con spirito comune, con senso di responsabilità, ad aiutare il nostro Paese, questa straordinaria nostra bella Italia, ad uscire dal momento di difficoltà che tutti insieme stiamo vivendo. Un pensiero commosso, infine, deve essere rivolto alle vittime che si sono verificate sino ad oggi, ai tanti ammalati, alle loro famiglie”.

“Come diceva San Francesco, il Santo patrono della nostra nazione ‘Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile’. Noi crediamo di aver semplicemente fatto quello che ritenevamo il nostro dovere. Di cittadini, prim’ancora che di Dirigenti sportivi. Al piacere di stringerci le mani, non solo virtualmente, nel più breve tempo possibile”.

Cosimo Sibilia Presidente
Lega Nazionale Dilettanti

Ufficiale: la LND blocca l’attività fino al 3 aprile

Il provvedimento era nell’aria e in queste ore è diventato effettivo. A fronte del decreto ministeriale emanato ieri mattina dal Governo in riferimento all’emergenza coronavirus, la Lega Nazionale Dilettanti ha prodotto un comunicato ufficiale con il quale “ha deliberato di sospendere, con effetto immediato e fino a tutto il 3 aprile 2020, l’attività organizzata dalla Lega Nazionale Dilettanti sia a livello nazionale che territoriale. Inoltre, ha autorizzato fin da ora il Presidente della L.N.D. ad adottare eventuali provvedimenti che si rendessero necessari all’esito di eventuali ulteriori indicazioni provenienti dalle autorità sanitarie e, comunque, contenute in successivi provvedimenti legislativi”. La delibera blocca quindi da oggi fino al 3 aprile compreso ogni attività delle società dilettantistiche nazionali, comprese quelle della Calvina, tra cui non solo le gare ufficiali (28ª e 29ª giornata), ma anche le sessioni di allenamento della prima squadra che fino a sabato erano permesse.

Questa la news apparsa pochi minuti fa sul sito della LND: “Il Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti riunitosi in sessione straordinaria quest’oggi a Roma in video conferenza, nel rispetto delle prescrizioni inserite nel dpcm sull’emergenza Covid19, ha adottato il provvedimento di sospendere tutte le attività fino al prossimo 3 aprile. «Come Consiglio Direttivo della LND abbiamo ritenuto che non bastasse fermarsi alle prescrizioni contenute nel D.P.C.M. approvato l’8 marzo ma che bisognasse adottare una decisione coerente con il momento che il Paese sta vivendo – ha dichiarato il numero uno della LND Cosimo Sibilia -. La tutela della salute di tutti coloro che sono impegnati nelle nostre attività, infatti, – ha tenuto a precisare Sibilia – doveva e deve restare l’obiettivo primario da raggiungere, ma anche il punto di partenza per considerare quale impatto poteva e può avere l’organizzazione delle tante gare che ogni settimana caratterizzano la nostra attività. E’ un contributo necessario che il mondo del calcio dilettantistico italiano deve dare per superare il momento di difficoltà che sta attraversando la nostra nazione».

“Per garantire la salute di tutti coloro che operano quotidianamente al servizio del mondo dilettantistico, il Consiglio Direttivo ha inoltre disposto la riduzione dei servizi al pubblico presso tutte le sedi LND, sospendendo tutti quelli connessi all’attività agonistica. Contemporaneamente la salute degli stessi sarà garantita da appositi piani di sanificazione degli ambienti di lavoro. Tra gli altri provvedimenti assunti dal CD il rinvio del Torneo delle Regioni di calcio a cinque (in programma in Veneto dal 3 al 10 aprile), l’annullamento della fase nazionale del campionato Juniores Regionale e la richiesta al Presidente Federale Gabriele Gravina di sospendere il decorso dei termini previsti dal Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, così da evitare eventuali estinzioni dei procedimenti pendenti presso gli organi di Giustizia Sportiva. Quanto alla sospensione di tutte le attività il Presidente della LND, rivolgendosi a società e tesserati con un proprio messaggio ha evidenziato che «In termini numerici il movimento calcistico dilettantistico rappresenta il più importante momento di coinvolgimento di persone. Il che, inevitabilmente, significherebbe prevedere la partecipazione di medici, ambulanze, forze dell’ordine, che, ci pare di poter affermare, rappresentano risorse, umane e non solo, che in questo particolare momento è opportuno vengano destinate ad altri e più importanti compiti».

In un momento di grande sensibilità e conclamata crisi sanitaria nazionale, ogni cittadino italiano è tenuto ad adottare un comportamento responsabile e commisurato alla difficile ed inesplorata situazione. Alla Calvina, con i suoi tesserati e i suoi tifosi, viene chiesto di fare la propria parte, evitando ogni spostamento territoriale non necessario e seguendo le norme igieniche e relazionali che la comunità scientifica ci esorta a rispettare. Attenzione, senso civico, cura di sé stessi e del prossimo, ma anche ottimismo: queste le parole chiave per superare l’avversario che ci si è presentato davanti senza invito. Insieme lo possiamo sconfiggere, ma serve la presenza di tutti. La Calvina c’è.

Rinviata Alfonsine-Calvina. Le date dei recuperi

Con un comunicato ufficiale uscito in mattinata il Dipartimento Interregionale di Serie D, preso atto del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’1 marzo relativo alle normative di sicurezza riguardanti l’emergenza coronavirus, ha disposto il rinvio di tutte le gare in programma domenica 8 marzo per i gironi B, C e D. Nel documento vengono poi rese note le date dei recuperi delle giornate rinviate, che per quanto riguarda la Calvina sono solo due (Correggese-Calvina era stata una delle poche gare disputate domenica 23 febbraio nel girone D): Calvina-Breno ed Alfonsine-Calvina. La prima verrà giocata mercoledì 15 marzo, la seconda mercoledì 1 aprile.

Le decisioni sono state prese “Con riserva di adottare diversi ed ulteriori eventuali provvedimenti in ottemperanza a nuove Ordinanze e/o Decreti che dovessero essere pubblicati successivamente. Per quanto riguarda la possibilità di poter svolgere allenamenti presso le varie strutture sportive utilizzate, le Società dovranno attenersi alle disposizioni e/o chiarimenti di ciascuna delle Regioni interessate”. Nel caso della Calvina, questa settimana così come quella passata le sedute di allenamento verranno svolte allo stadio “San Michele” di Calvisano a porte chiuse.

Una domenica senza pallone: parla mister Florindo

È stata una settimana strana e questa domenica senza calcio lo è ancora di più. La Calvina continua a lavorare in preparazione dei prossimi impegni ufficiali, pur senza conoscerne la calendarizzazione. L’emergenza coronavirus ha bloccato il calcio dilettanti in quasi tutte le regioni del nord Italia e in Lombardia è stata particolarmente restrittiva. Il derby col Breno, previsto per oggi, è stato rinviato a data da destinarsi e ancora non si può sapere quanto questa sospensione potrà continuare. La serietà e la delicatezza della questione sanitaria pubblica si pone giustamente davanti ad ogni esigenza sportiva, per cui tutto l’ambiente biancoazzurro ha preso atto delle disposizioni, cercando tuttavia di ottimizzare tempi e spazi rimasti a disposizione.

A fare il punto sulla situazione della prima squadra ci ha pensato il suo timoniere, mister Michele Florindo: «Nonostante le difficoltà logistiche siamo comunque riusciti ad allenarci bene in settimana. Abbiamo fatto un lavoro fisico di mantenimento, cercando di recuperare energie nervose, che nel finale di stagione che ci aspetta saranno determinanti. Non sappiamo se domenica prossima giocheremo, non conosciuamo le date dei recuperi, ma immagino che si renderanno necessari uno o più turni infrasettimanali. Non mi sono mai trovato in una situazione del genere, la cosa più difficile è proprio capire la proiezione di ciò che sta succedendo e di conseguenza programmare la nostra attività. Devo ammettere che ancora una volta i ragazzi sono stati fantastici, perché non è semplice lavorare in queste condizioni, senza poter usare gli spogliatoi, dovendo fare anche mezz’ora o più di strada dopo aver finito allenamento per potersi fare la doccia. Per ora non abbiamo alternative, anche se non capisco perché in Veneto ci si possa lavare al campo e in Lombardia no».

«La gestione di questa situazione – ribadisce l’allenatore rodigino – è complicata. Tra l’altro io la domenica a casa non so cosa fare, mancano l’adrenalina e la sana competizione del match day. Ma va bene così, ne sto approfittando per godermi la mia famiglia. Martedì riprenderemo gli allenamenti a Calvisano, sperando che almeno la questione docce sia stata sbloccata, sarebbe già una grande cosa. Per il resto non possiamo far altro che attenerci alle regole e aspettare».

Davanti alla squadra si prospetta un’altra settimana con poche certezze e diverse scomodità pratico logistiche. Alcune buone notizie arrivano dall’infermeria. Così il medico del club, Christian Bodini: «Maffioletti e Boldrin, che erano stati fermi nelle passate settimane, sono completamente recuperati. In settimana si è allenato a parte Bittaye per il trauma cervicale che ha subito domenica scorsa in un scontro di gioco, ma da martedì è a disposizione. L’unica problematicità riguarda Baronio, che ha avuto un trauma distorsivo al ginocchio: stiamo aspettando l’esito della risonanza».

Se non ci saranno novità, la programmazione del settore giovanile Azzurra verrà sospeso anche per i prossimi sette giorni: nessun allenamento, nessuna partita, dai Primi Calci agli Allievi. La Juniores di mister Seller potrà tornare al lavoro nell’eventualità che il match del 7 marzo contro la capolista Legnago Salus si possa regolarmente disputare. La prima squadra, dopo il day off odierno, riposerà anche domani, ritrovandosi a Calvisano martedì. Con la speranza che l’emergenza sia a quel punto risolta.

Comunicazione: sospensione attività e rinvii

Come disposto dall’ordinanza del Ministero della Salute, d’intesa con il Presidente della Regione Lombardia, il Comitato Regionale Lombardia della Lega Nazionale Dilettanti ha sospeso tutte le attività sportive fino a domenica 1 marzo come forma di prevenzione al pericolo contagio da coronavirus. Tale sospensione riguarda le gare ufficiali di tutte le categorie dilettantistiche e giovanili, i raduni delle rappresentative regionali e provinciali, le gare amichevoli e le sedute di allenamento, fino all’1 marzo. Sono perciò annullati tutti gli incontri, gli allenamenti e le partite previsti dal settore giovanile da lunedì 24 febbraio fino a domenica 1 marzo.

La Lega Nazionale Dilettanti ha altresì ufficializzato il rinvio delle partite del weekend del 29 febbraio-1 marzo nei gironi A, B, C e D dilettanti, sia per il campionato di Serie D che per quello Juniores Nazionale. Salta quindi il doppio derby contro il Breno: Breno-Calvina Juniores di sabato 29 febbraio e Calvina-Breno di D di domenica 1 marzo.

La prima squadra riprenderà domani, mercoledì 26 febbraio, gli allenamenti, che si svolgeranno allo Stadio “San Michele” di Calvisano. Fino a nuove disposizioni le sessioni verranno effettuate a porte chiuse e senza la possibilità di usufruire degli spogliatoi.