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Il saluto commosso della Calvina a Bruno Vaia

LA SOCIETÀ RICORDA UNO DEI SIMBOLI DELL’INDUSTRIA E DEL CALCIO CALVISANESE

La cerimonia funebre di ieri, partecipata da un numero impressionante di persone, tra cui una rappresentanza di giocatori della Calvina, ha suggerito la cifra della persona della quale in questi giorni abbiamo pianto la scomparsa. C’era tutta Calvisano a salutare Bruno Vaia, storico imprenditore locale che con la sua Vaia Car ha contribuito a sviluppare l’industria ferroviaria, partendo da un piccolo complesso di 150 Metri quadri nel cuore della Bassa per arrivare a toccare i quattro angoli del mondo. L’innovazione apportata al settore secondario non è l’unica via con la quale Bruno si è reso parte viva del tessuto economico e sociale calvisanese. Accanto al lavoro c’è sempre stata la passione per lo sport, per il calcio, per la Calvina. Impossibile raccontare in poche righe quanto dobbiamo a Bruno per gli oltre 40 anni di storia vissuta fianco a fianco. Affidiamo invece il nostro commosso addio alle parole di un altro punto di riferimento della società biancoazzurra, una persona che assieme a Bruno ha vissuto gran parte della vita della Calvina a Calvisano e nel calcio dilettantistico bresciano.

Questo il ricordo di Battista Battaglia, oggi presidente onorario biancoazzurro:«Bruno è stato una colonna portante della Calvina, dagli anni ’70 fino a ieri, non solo e non tanto per i tre anni di presidenza, dal 1981 al 1984, che lo hanno visto dirigere in prima battuta la società. La sua presenza non si è mai percepita ma è stata sempre fondamentale; ha sempre delegato a me gli aspetti più operativi, lui preferiva rimanere un passo indietro, senza apparire, pur contribuendo in prima persona, sostenendo economicamente la nostra attività e non facendoci mai mancare nulla. Non frequentava tantissimo il campo, ma ricordo che ogni lunedì mattina ci incontravamo al solito bar di Calvisano e parlavamo della squadra, del risultato della domenica; quando arrivavo lui aveva quasi sempre già letto il giornale e ricordo la sua grande positività, anche dopo le sconfitte. Era una persona seria, umile, corretta. È stato un filantropo non solo per la Calvina, ma per tutta Calvisano, e l’ha sempre fatto con grande riservatezza, evitando la luce dei riflettori. Fortunatamente il nome Vaia continua a vivere all’interno della Calvina grazie a suo figlio Marco, che ne ha raccolto il testimone. Bruno mancherà a tutta la comunità; il funerale di ieri è stato un momento molto emozionante, la chiesa non è riuscita a contenere tutte le persone accorse. Un affetto enorme che gli è stato riconosciuto per la vita che ha vissuto».