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Lutto in casa Calvina: se n’è andato Miro Battaglia

Con profondo dolore, l’A.C. Calvina Sport 1946 piange la morte di Vladimiro Battaglia, scomparso stamattina all’età di 75 anni presso l’ospedale di Montichiari in seguito agli effetti del virus Covid-19. A dare la sconvolgente notizia è suo fratello Battista, presidente onorario della società. Vladimiro, per tutti Miro, lascia la moglie Marinella. Tutta la Calvina – dal presidente ai dirigenti, dallo staff tecnico ai giocatori, dai soci agli operatori -, assieme alla famiglia Cammi Rosetta, si stringono attorno alla famiglia Battaglia, condividendo con loro la sofferenza della perdita.

Per questi colori Miro ha rappresentato e continuerà a rappresentare molto più che un semplice socio. Fratello minore del presidente onorario Battista Battaglia, entrato in società a metà anni ’90, Miro è stato una costante alla quale appigliarsi in qualsiasi momento di difficoltà. Una figura discreta, semplice, eppure fondamentale, una bussola per ogni tesserato, una presenza infaticabile, posta sempre ad un singolo grado di separazione da ogni stato di bisogno. Questa malattia impalpabile e spietata ci ha portato via una parte ingente dell’anima Calvina, della memoria Calvina, della storia Calvina. L’isolamento forzato ci mette ancora più in difficoltà in questi momenti, nei quali la comunità avrebbe il potere di lenire fisicamente il dolore del singolo individuo. L’unico modo che abbiamo per stare vicini a Battista, a Marinella e a tutti i famigliari di Miro è quello di ricordarlo con le parole di chi lo ha conosciuto meglio all’interno dell’ambiente Calvina.

Per il ruolo apicale che ricopre, il primo pensiero è quello del presidente della società, Roberto Marai: «Ho conosciuto Miro solo l’anno scorso e ne ho subito riconosciuto il valore. Socio storico, uno dei primi tifosi della Calvina, sempre gioviale, sempre col sorriso, faceva parte di quella vecchia guardia così importante nel portare avanti lo spirito di questa società. Purtroppo questo virus è una falcidia che sta colpendo in ogni direzione, e ce l’ha portato via. Siamo tutti sconvolti».

Prima del passaggio di consegne a Marai era Marco Vaia a ricoprire il ruolo di presidente, mentre oggi è il massimo dirigente del settore giovanile. Il suo legame con Miro è stato particolarmente profondo: «Era una persona straordinaria, di grande umanità, ho imparato a conoscerlo bene nei miei quindici anni di Calvina. Un uomo eccezionale, sotto tutti i punti di vista. È stato uno dei pilastri della mia vita. Ha sempre vissuto da dentro la vita del calcio calvisanese, ne è stato protagonista anche se preferiva stare dietro le quinte, per via del suo carattere riservato. La sua scomparsa rappresenta personalmente una grave perdita».

Essendo dentro le trame della vita della Calvina di tutti i giorni, è stato naturale costituire in primis coi giocatori un rapporto speciale. Lo può confermare Mauro Moreschi, ex capitano biancoazzurro e giocatore di riferimento dell’ultimo decennio: «La notizia ha spezzato in due me e tutti i ragazzi che hanno fatto parte del gruppo Calvina che così bene ha fatto negli ultimi anni. Di Miro ho tanti ricordi, tutti bellissimi. Era uno schivo, stava sempre un passo indietro, poche parole e mille fatti. Impegnava giornate intere a dedicarsi alle strutture, aveva grande inventiva e delle capacità innate nel risolvere ogni tipo di problematica che gli si parasse dinanzi. Uno degli aneddoti che ricordo più volentieri riguarda una delle nostre gite di squadra a Rimini, che facevamo a fine stagione ogni volta che c’era qualcosa da festeggiare: un anno gli facemmo un presente, gli regalammo un orologio, un piccolo modo per ringraziarlo di tutto ciò che ci aveva dato; per lui fu inaspettato essere messo, per una volta, al centro dell’attenzione, ne fu molto commosso. Aveva una positività incredibile ed è stato una delle figure che più ha contribuito a far sì che l’ambiente Calvina abbia rappresentato per noi giocatori qualcosa di veramente diverso. Il dolore per averlo perso è grande e non poterlo nemmeno salutare fa ancora più male».

Non potendo svolgere alcuna funzione pubblica per le note misure di sicurezza adottate in questa fase di lotta serrata alla pandemia, non sarà infatti possibile celebrare il rito funebre. Il corpo di Miro verrà trasportato venerdì a Spinea, in provincia di Venezia, per essere cremato (in questo periodo non vi sono forni crematori disponibili più vicini), dopodiché verrà comunicato alla famiglia quando potranno essere consegnate le ceneri per essere deposte al cimitero di Calvisano. Tuttavia, il direttore generale Stefano Tosoni, interpretando il desiderio di tutti, ha assicurato che «quando questa emergenza sarà finalmente finita la società si adopererà immediatamente per organizzare un momento condiviso nel quale ricordare Miro e rendere il giusto omaggio a questo grande uomo».

Abbiamo volutamente lasciato per ultimo l’intervento per noi più significativo, quello di Battista Battaglia. Battista è la Calvina, Battista è il fratello maggiore di Miro. Le sue parole e la sua disarmante lucidità in questo momento famigliare straziante ci toccano nel profondo e ci consegnano l’ennesimo suo insegnamento da conservare e difendere: «Sono dentro questa società da 61 anni, mentre mio fratello si unì più tardi, nel ’95. Vi entrò “a gamba tesa”, il suo impatto fu da subito importante. Si è sempre messo a disposizione per qualsiasi esigenza, era un tuttofare. Non era solo disponibile, era capace! Un giorno si scopriva elettricista, il giorno dopo autista, sapeva rendersi sempre utile. E la domenica era sempre al mio fianco, allo stadio, a tifare Calvina. Stiamo vivendo una situazione mai affrontata prima: in guerra il tuo nemico ha carne ed ossa, lo puoi combattere, mentre questo nemico è invisibile e sconosciuto, ad oggi non abbiamo armi per sconfiggerlo. Miro aveva manifestato la volontà di essere cremato, perché le sue ceneri fossero deposte accanto a quelle di nostra sorella Milena, e così faremo. Avrei voluto dirgli addio. La sua mancanza si farà sentire forte».

Ciao Miro, fai buon viaggio. E continua a prenderti cura di noi.

Calvina, anche noi #aiutiAMObrescia

Tutti insieme, per dare un calcio al virus e vincere la partita più importante di tutte, quella in favore della vita. In questo periodo di grande difficoltà lombarda, nazionale ed internazionale, la società A.C. Calvina Sport 1946 ha deciso di fare la sua piccola parte con due gesti semplici ma fondamentali. Da una parte assicurandosi che i propri tesserati seguano le direttive governative e adottino tutte le misure di sicurezza atte a combattere il contagio da Covid-19, in primis sospendendo ogni attività, rimanendo tra le mura domestiche ed evitando contatti fisici interpersonali. Dall’altra accogliendo la proposta dei giocatori della prima squadra di raccogliere una somma in denaro da destinare a vantaggio delle strutture ospedaliere bresciane, messe sotto scacco dalla situazione emergenziale attuale. Nel concreto, la società ha aderito all’iniziativa #aiutiAMObrescia inviando una donazione alla Fondazione della Comunità Bresciana Onlus, che in questi giorni si sta adoperando per raccogliere fondi da far pervenire agli ospedali bresciani.

L’iniziativa ha coinvolto tutti i tesserati della Calvina, dal presidente Roberto Marai ai dirigenti, dallo staff tecnico ai giocatori, dai quali l’idea ha preso piede. Fare squadra è l’unico modo per poter superare la prova alla quale tutti siamo sottoposti in queste settimane. La Calvina c’è e si vuole far sentire fattivamente, contribuendo per quanto le è possibile a questa battaglia. Non vediamo l’ora di tornare a parlare di calcio, ma in questo momento le priorità devono essere altre, come sottolinea il primo tifoso biancoazzurro.

«Oggi – spiega Marai – il campionato deve passare in secondo piano. In Italia e in particolare nella nostra Lombardia ogni giorno ci sono persone che muoiono, che soffrono, senza contare che questa condizione sta portando molte aziende a soffocare. Il calcio manca, così come tutto lo sport, ma adesso la partita da vincere è un’altra, più importante. Per questo motivo abbiamo accolto con entusiasmo come società la proposta dei nostri giocatori di autotassarsi per mandare un aiuto concreto, economico, a chi è in prima linea nella lotta all’emergenza coronavirus. Sono orgoglioso dei miei ragazzi, hanno dimostrato una sensibilità importante e con la loro idea hanno dato la possibilità anche a noi di partecipare, aumentando la portata del gesto. Speriamo che, con l’aiuto responsabile di tutti, questa grande piaga arrivi a risolversi il prima possibile».